Inserito da: freeze | 28 Novembre 2008

Pensierini sulla composizione…

E’ un po’ che non scrivo nulla su questo piccolo spazio e, per sgranchirmi le dita, voglio proporvi qualche riflessione sul tema della composizione.

Iniziamo da un classico: “L’orizzonte non va MAI messo a metà di una fotografia: o è nella metà di sopra o in quella di sotto, altrimenti l’immagine risulta troppo statica”
Vero, l’immagine risulta statica, ma se io voglio che lo sia? Se la mia immagine deve rappresentare un luogo immobile?

Franco Fontana

Franco Fontana

Può piacere o non piacere, ma è una stasi quasi perfetta.


“Le foto vengono lette da sinistra a destra, come noi leggiamo i libri”.
Questa mi è sempre piaciuta tantissimo! Sarebbe sostenibile se tutti quanti leggessimo in questo modo, ma, per esempio, i cinesi scrivono dall’alto in basso, arabi ed ebrei da destra verso sinistra.
Se così fosse, comunque, noi che scriviamo da sinistra a destra guarderemmo le foto a partire dall’angolo superiore sinistro; invece, come ognuno può verificare, l’occhio raggiunge istantaneamente il punto di interesse della foto – quando c’è – ovunque sia.
Noi siamo abituati a leggere così, ma la lettura è la decodifica di una serie di simboli allineati in un certo modo, su righe e colonne: le foto non lo sono.
Anche nella situazione in cui non c’è punto di interesse, l’occhio vaga qua e là per l’immagine cercando qualcosa di “rassicurante”, un oggetto riconoscibile a cui ancorarsi, ed è per questo che le foto senza un  ”soggetto apparente” o “pretestuoso” che dir si voglia, sono disturbanti: ci portano in realtà che non ci sono proprie.

Robert Mapplethorpe

Robert Mapplethorpe

L’occhio corre immediatamente al viso di Mapplethorpe, vero? 

 
 

“Il soggetto non va mai messo al centro dell’immagine”, altrimenti manca di tensione (dicono). Giudicate voi:

Diane Arbus

Diane Arbus

Piuttosto “tesa”, non siete d’accordo?
Accademicamente, si potrebbe anche obiettare che la figura in secondo piano è disturbante ma, alla fine, a chi importa? Il bambino è talmente inquietante che annulla ogni elemento di disturbo.
A titolo di curiosità, il bambino era assolutamente normale, come testimonia la serie dei provini dello stesso rullino di pellicola, visibile su Wikipedia: è la visione, la scelta che compie il fotografo per mostrarci la sua realtà.

Lo so, il discorso è provocatorio, e non voglio sostenere l’inutilità delle regole della composizione – che hanno il loro giusto valore e sono un ottimo punto di partenza – ma devono essere al servizio di qualcosa, che vada al di là dell’applicazione pedissequa di una ricetta: l’idea che sta dietro all’immagine.
Questa idea può essere anche semplice, elementare o banale, non importa: l’importante è che  sia realizzata con tutta la cura possibile, con tutti i mezzi a nostra disposizione, anche con la violazione delle cosiddette “regole”.


Risposte

  1. Ben detto! ;-)

  2. Caro Guido, come prima cosa complimenti per questo sapazio che imparerò a frequentare con più assiduità. Vorrei dirti che… Non sono d’accordo! Mettere l’orizzonte al centro dell’inquadratura come ha fatto Fontana “non è un errore” proprio perchè l’idea che lui voleva dare era quella della “staticità” della situazione inquadrata. Se avesse tentadi di “dinamizzare la foto” ponendo l’orizzonte al centro… sarebbe certamente stata un’immagine poco riuscita, non trovi? Ho qui usato la parola “errore” ma tengo a precisare che il termine è un poco “forte” e vorrei che si capisse che non implica un giudizio di merito in assoluto, ma al limite di “demerito” rispetto al risultato che propongo al mio lettore “rispetto” al “come” ho scattato per trasmettere e comunicare una certa situazione (volevo dinamizzare ed invece staticizzo…).
    “Le foto vengono lette da sinistra a destra” – Sacrosanto! magari non ce ne rendiamo conto, ma è proprio così: se io utilizzo un suistema di eye tracking e guardo dove il soggetto fissa lo sguardo per primo ne troverò conferma (produrro documentazione scientifica a supporto) . Nella foto che tu proponi (Mapplethorpe) è vero che “cerchiamo il volto” e che il volto è quello su cui lo sguardo si sofferma, ma prima scandiamo l’immagine da sinistra a destra e poi “agganciamo” il volto e su quello diamo senso e significato allo scatto. Questo scatto, poi, funziona fotograficamente proprio in virtù del fatto che l’occhio viene guidato da sinistra a destra dalla posizione del braccio di Mapplethorpe che dalla punta del dito ci scivola abilmente verso il volto…
    Magari la Arbus ce la discutiamo in una altra puntata: solo una anticipazione, occhio al fatto che il suo formato di scatto è quadrato!
    Alla prossima :)

  3. Concordo con Alessandro sull’ultima nota, il formato quadrato rende quasi sempre il soggetto al centro della foto molto interessante (anche con soggetti meno tesi di questo eheheh) e gradevole all’occhio.
    Complimenti per il blog!

  4. Grazie a entrambi, per i complimenti e per i commenti.

    Alessandro, aspetto con ansia la documentazione scientifica, sono curioso! :-) ma non credo che ne sarò mai convinto.

    Altri scrittori (ben più importanti di me) hanno dimostrato – con i loro dati alla mano – esattamente il contrario.

    In realtà i nostri occhi vagano cercando stimoli e cose riconoscibili per permetterci di agire nel mondo ed io sono assolutamente convinto che questo succeda anche per le fotografie.
    Altrimenti – dico io – perchè 2000 e più anni di arte figurativa (a cui noi tutti dobbiamo qualcosa) non hanno definito questa particolare regola? A volte la composizione va a destra, altre a sinistra…

    In ogni caso, la mia provocazione mira a “picconare” ciò che viene presentato come “comandamento”, il “NON-SI-FA-COSI’-PERCHE’-NON-VA-BENE”.

    Altrimenti saremmo ancora tutti fermi e lagati ai comandamenti, come una religione, e la creatività, a qualunque livello, NON è religione, per fortuna.

    Ciao!


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