Stenopeica, MUSINF Senigallia
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Dovuti ringraziamenti
… e’ andata anche la presentazione al Circolo dei Lettori, un grazie a Paola Gribaudo e Dario Voltolini che hanno contribuito alla riuscita dell’incontro.
Un grazie di cuore anche a tutti coloro che sono venuti ed hanno avuto voglia di contribuire, con interventi e domande.
Guido
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Presentazione
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Tra portici, albe e monumenti passeggiando nei silenzi di Torino
Tra portici, albe e monumenti passeggiando nei silenzi di Torino
Le immagini di Guido Frizzoni,
il racconto di Dario Voltolini
BRUNO QUARANTA
Fino all’ultimo riserbo. Perché Torino esige che se ne ascolti il cuore, zittendo ogni bla bla e slogan e fumisteria. Solo così si rivelerà a color che sanno. Che cosa sanno? Che qui (non sfuggì a Montale) tutto è un po’ sottovetro, che la verità è custodita in un bigné (Arpino), che le vie sono mute, non ostili (l’architetto Mollino), che l’Unità d’Italia è un soliloquio (Cavour), che il diapason è metafisico (De Chirico) …
Chapeau a Guido Frizzoni, fotografo optimus, che ha saputo restituire di immagine in immagine Torino a se stessa, fugando ogni anima, persa e non, una città-patria pulsante nelle sue pietre, araldicamente distesa nelle sue albe, futuristicamente fiera nelle sue periferie, in uniforme nella fisarmonica dei portici.
«Torino silenziosa» (Silvana editoriale, parole di Dario Voltolini, un’intuizione metropolitana che si rinnova) esordisce oggi. Nei locali della Libreria Legolibri, alle 17, a stupire, in forma di mostra e di album, sarà un sortilegio poetico e tecnico (Guido Frizzoni ha sottratto alla polvere la fotocamera stenopeica, una macchina senza lenti, in auge ere fa, agli albori del clic).
Da quanto tempo un torinese album fotografico non sollecitava un inchino, un applauso, un benvenuto? «Torino silenziosa» semina, sfarina, annichilisce una carovana di carta stanca, sbiadita, ovvia, nelle stagioni accumulatasi. È una promenade in bianco e nero degna di quell’alunno maiuscolo del Diletto (il Diletto dell’obiettivo) che fu Mario Gabinio. Una galleria di oblò, di antri, di feritoie, un voyage immacolato al termine della figura umana. Ad apparire,
In exitu, sotto ‘l Caval di piazza San Carlo (quel destriero ritratto come forse non è mai accaduto, esaltandone il tal estro e carato e orgoglio), lui, l’artefice, Guido Frizzoni, unico sopravvissuto, sovranamente «daspermì» come il randagio eroe di Italo Cremona nella «Coda della cometa».
Frizzoni come Gabinio. Artisti di un cinema muto, a cui aggrapparsi come a un talismano, a una promessa, a una liana. Non ci hanno forse spossato i labirinti, le luci al neon, i persuasori occulti? Non è forse urgente ritrovare la via di casa, dove, ad attendere, è l’olio che darà respiro alla nostra lanterna?
Frizzoni è l’estrema sentinella, l’estremo custode della casa-arca che è Torino. Di piazza in porta, di giardino in scala, di orma rinascimentale in porfido, di monumento in parco, di tempio in cippo, di dioscuro in mascherone, di passaggio pedonale felicemente immemore di qualsivoglia tacco, in mercato, di palazzo in feritoia. Casoratianamente estatica e ferma, la capitale, grata, pose.
Legolibri via Maria Vittoria 31 Tel. 011/888.975
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Recensione – Torinosette
TORINOSETTE – 1 aprile 2011
DA LEGOLIBRI LA MOSTRA E IL LIBRO FOTOGRAFICO DI GUIDO FRIZZONI
Scorci dalla città silenziosa
Metafisica, silenziosa, affascinante nello sviluppo della facciata secentesca di Palazzo Carignano, Torino emerge dalle fotografie di Guido Frizzonì esposte alla Libreria Legolibri. Attraverso la sequenza delle immagini prende forma un reportage eseguito con una fotocamera a foro stenopeico. Si tratta di una macchina fotografica senza obiettivo, al suo posto vi è un piccolo foro. Per ottenere la fotografia si deve puntare la «fotocamera verso il soggetto, attendere che la luce si posi sulla pellicola, sviluppare e vedere che cosa appare sul negativo». Realizzate su pellicola in bianco e nero, queste suggestive impressioni raccontano la storia della città con i monumenti, i palazzi, i giardini e gli scorci di via Roma, in una sorta di itinerario in cui « .. .la città a poco a poco ti si spiega … », come scrive Dario Volto lini nel libro «Torino silenziosa», curato da Paolo Gribaudo per Silvana Editoriale. Le particolari inquadrature della Cavallerizza Reale, le atmosfere rarefatte di piazza San Carlo e di piazza Castello, la visione della Chiesa del santo Volto o di Porta Palazzo, caratterizzano il clima di una mostra sicuramente insolita e ricca di spunti per recuperare il tessuto urbano e architettonico cittadino. Una Torino che nelle fotografie di Frizzoni appare percorsa da un senso di poesia, che àvvolge il Teatro Regio e il Duomo in piazza San Giovanni Battista.
[A.MIS.]
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